Piove
Sono stufa di avere sempre addosso gli stessi vestiti
Sono diventati una divisa
È che fa freddo
Ma non vedo l’ora di liberarmi di giacche con cappuccio,
maglie,
maglioni,
calzettoni,
stivali
e di indossare abiti leggeri e sandali aperti
piove
anche sulla mia nuova valigia
mentre cammino nella città che si sveglia
coi ragazzini che vanno a scuola e sembrano tutti usciti dalle vetrine di via della spiga
noi eravamo più selvaggi, più veri
questi sono tutti leccati, imbalsamati, griffatissimi
piove
tempo fa scrissi che verso fine 2007 sarei stata per qualche tempo senza connessione internet
fine 2007 è diventata febbraio 2008
quindi vado
cambio vita
finalmente – si spera!
ME VOY
Non disperate
Io vi vedo, vi penso, vi amo.
Grazie
Tornerò non appena possibile.
Promesso.
#V#
Qualcuno che si troverà a leggere quello che scrivo di là penserà forse che la sottoscritta sia una shopping dipendente che ha dilapidato, nel corso degli anni, considerevoli somme di denaro in nome della frenesia da acquisto compulsivo.
E’ vero.
Di gusto e non random però.
In mia difesa posso dire che non so perché, ma ho sempre avuto armadi enormi sin da piccola.
E gli armadi, si sa, vanno riempiti. Con abiti clandestini, di nascosto.
A tal proposito nei “divertissements” di AMICA – febbraio 2008 si dice:
«un guardaroba ben organizzato serve a nascondere segreti. Il Daily Telegraph rivela che un numero sempre più alto di donne lo usa per “occultare” spese di abbigliamento a fidanzati e mariti. La tattica più usata quando si è scoperte è dire: “possiedo quel vestito da anni”»
io lo faccio da una vita.
in primis coi genitori quando vivevo con loro ed ovviamente i vestiti e tutto il resto me lo pagavano loro.
ci vuole arte nell'indossare i capi e le scarpe clandestine. e cioè gradualmente.
mica si puo' fare il defilè davanti ai propri cari vestite di tutto punto dalla testa ai piedi, no?
magari un vecchio maglione con un pantalone nuovo e/o viceversa.
dall'acquisto allo sfoggio è consigliabile far trascorrere del tempo.
circa 2 settimane, se resistete.
Good Luck! ;-)))
l'ultima definizione attribuitami è:
"Sei la donna delle diavolerie"
un'amica ieri sera.
come darle torto?!
[mi ricordo quando collezionavo matite colorate]
ieri, mentre risistemavo alcuni cassetti da tempo sopiti, ho ritrovato queste vecchie righe calcate pesantemente su pergamena cinese portatami da Hong Kong chessò 10 anni fa.
così...
" Empty Boxes
era come bere bicchieri pieni di chiodi,
era svegliarsi in un bagno di sudore con la gola arsa di fumo
un gemito nella notte
una testa spaccata contro un muro caldo di sole
con l'intonaco giallo graffiato in rilievo
umidità
nausea
erano i giorni senza fine
e le sere troppo brevi
un sonno atavico
un sogno senza luce
sempre le due di un pomeriggio d'estate
noia
era il male di vivere "
[Bob loves Sally until she is blue in the face]
mentre il mio ex lavoro e la mia ex vita mi appaiono dalle pagine di riviste più o meno serie, scopro con piacere che, diversamente da due anni fa, non me ne frega niente.
leggo e penso: io, infondo, sto meglio qui.
non sono una fallita, ma una sopravvissuta.
avevo un sogno, ma non era quello giusto.
interludio:
*
dalla finestra of my country house guardo l'unico salice piangente al mondo che non piange mentre la noiosa pioggia riga i vetri. spengo la sigaretta e mi siedo davanti al camino scopiettante.
fermo immagine: smile!
che ne sai di me, eh? non sai niente -
* and ya! The Air is on Fire i sooo fucking good!
LA VITA E' UN SOGNO,
NIENT'ALTRO CHE UN SOGNO
IL SOGNO DI UN SOGNO
Picnic at Hanging Rock - 1975 Peter Weir
[mi ricordo quando collezionavo matite colorate]
ma voi le avete messe le mutandine (o mutandone) rosse il 31?!!
Ho bisogno di 10 caffè minimo per svegliarmi
e di una settimana di disintossicazione alcolica per liberarmi dalla perenne emicrania
e di tanta frutta e verdura per il corpo e la mente
per fortuna mi sono innamorata del fruttivendolo che mi fa gli occhi dolci e mi regala i limoni
e poi mi sono innamorata anche del commesso del mio negozio preferito che mi ha fatto fare grandi affari sabato coi saldi
e per fortuna (forse, disse il fegato) mi sono innamorata anche del barista del mio locale preferito che, sottobanco, mi offre champagne nella coppetta francese.
I love you HoneyBonnie
I love you Pumpkin
E, se non si era capito, la depressione festiva è in fase di guarigione.
EWWIWA!!!
ci sono, certo, come no, altroché!
è solo che c'ho un attimo il morale sotto i piedi.
un po' di casini vari, diciamo...
e le feste?
tutto bene?
alla grande!
ammalata e scazzata per quasi tutto il tempo.
piaciuti i regali ricevuti?
non so, non ricordo, ma, così a intuito, direi di no.
l'elogio del banale
ma perchè nessuno è originale (come me, ndV)?
che hai fatto allora?
leggevo Poe al gatto prima di dormire,
Sì, è nero.
davvero rassicurante.